Blog: http://respublica.ilcannocchiale.it

MARCO BIAGI: L'ALIBI POLITICO NELLA FICTION




Ieri sera su Canale 5 è andata in onda la prima puntata dell'attesa fiction sulle vicende del Brigatismo, culminato con gli omicidi di Massimo D'Antona, Marco Biagi ed Emanuele Petri.
La ricostruzione operata dalla finzione televisiva è abbastanza puntuale e Raul Bova oramai è un poliziotto d'abitudine, dopo le esperienze nei panni di Ultimo...
C'è una cosa però che ieri sera mi ha lasciato molto perplesso.
Per chi è abituato a seguire i fatti di cronaca e gli approfondimenti giornalistici, è un fatto tristemente noto il "balletto burocratico" che impedì a Marco Biagi di conservare la scorta a tutela della propria persona, assegnata dopo l'omicidio del collega D'Antona.
Successivamente, sul finire del 2001 la scorta venne revocata e, dopo la morte del giuslavorista, le polemiche investirono il Ministro Scajola, non solo per l'uscita infelice sulla persona del Biagi stesso, ma anzitutto sul perché detta scorta sia stata inspiegabilmente revocata.
Si parlò di errore tecnico ovvero di superficialità nella valutazione del rischio.
In ogni caso una cosa era certa: Marco Biagi quella scorta l'aveva chiesta e con insistenza, a maggior ragione dopo il duro scontro con l'irresponsabile Cofferati.

Nella ricostruzione televisiva, invece, Biagi appare titubante ed anzi un po' seccato dall'imposizione iniziale della scorta e, successivamente - al momento della revoca - non vi è traccia delle dure proteste del compianto Professore di fronte a detta privazione.
Di più, nel film, il funzionario del Ministero giustifica la revoca della scorta, con il riassetto delle forze dell'ordine necessario dopo l'undici settembre!!!

Può darsi che questa scelta
da parte degli sceneggiatori sia stata in parte funzionale ad evitare contrasti con la politica, tuttavia, dare la colpa dell'errore alla minaccia del terrorismo di Al Queda, proprio mentre in Italia l'unico terrorismo attivo era quello Brigatista, non può che lasciare perplessi...

Pubblicato il 23/5/2006 alle 16.7 nella rubrica Politica.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web