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Giurista, non formalista
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Bellucci, non Carlucci...

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NON DIMENTICARE, MAI, TOMMY





Elezioni 2006. Io sono qui. E tu dove sei?


26 aprile 2006

Uomo, Scimmia o Zapatero?

Troppo carismatica la figura di Zapatero, per rovinarla con certe notizie.
No, meglio relegarle in fondo all'homepage di Repubblica, dopo gli articoli sui robot bipedi giapponesi ed i fagioli antiflatulenze...
Rischieremmo di paragonare il "calzolaio" di Valladolid ad un mostro o peggio un anticristo...
In fondo lui voleva solo paragonarsi alle scimmie...

Confesso che da sempre simpatizzo per il giovane avvocato socialista che, con grande carisma e determinazione, sta radicalmente trasformando la Spagna in terra di diritti civili e tutele sociali importanti; ma la strada del laicismo intrapresa da Zapatero adesso sfiora il ridicolo e se il prezzo da pagare per una leadership trascinante deve essere l'anticultura, allora ne faccio a meno volentieri.

Dopo la concessione del matrimonio alle coppie gay, il nostro eroe non ha esitato a modificare la terminologia amministrativa per cancellare le scandalose parole "padre" e "madre" e sostituirvi il termine unico di "primogenitore", al fine di chiarire che il diritto alla prole è di tutti. Questa trovata si commenta da sé: la famiglia naturale esiste da sempre e voler estendere artificiosamente certi diritti alle coppie gay non può portare a negare la realtà naturalistica.

Con la concessione ai nostri primati dei diritti fondamentali Zapatero supera sé stesso.
Le teorie evoluzionistiche di Darwin non usciranno rafforzate dall'assurda parificazione giuridica tra mammiferi su due zampe.

Zapatero in un colpo solo ha negato cultura, natura e scienza e già che c'era ha discriminato i diritti degli animali tutti.

Perché il mio cane non dovrebbe avere gli stessi i diritti di una scimmia?





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27 marzo 2006

LA CITTADINANZA "MULTIETNICA"

Oggi a Radio Anch'io, Silvio Berlusconi ha fatto questa conderazione:
 «Noi vogliamo una Italia che non diventi un paese plurietnico, pluriculturale. Siamo fieri della nostra cultura e delle nostre tradizioni. Vogliamo aprire agli stranieri che fuggono da paesi dove rischiano la vita o la loro libertà, non vogliamo accogliere tutti coloro che vengono qui per apportare danno e pericolo ai cittadini italiani».

Silvio gioca come al solito sull'equivoco e nasconde nella solita miscela di populismo neo-con, il vero problema: quello dell'integrazione sostenibile.
Per la destra il concetto di integrazione equivale al possesso di un lavoro regolare. E' un'idea limitata ma chiara.
La sinistra, invece, ha le idee meno chiare ed oscilla tra posizioni anarchiche alla Diliberto e posizioni più moderate ("no taxation without rappresentation"), più facili da condividere. Una delle leggi che Prodi ha annunciato in questi giorni, (senza approfondire i contenuti), sarà secondo me il provvedimento più importante della prossima legistatura.
LA LEGGE SULLA CITTADINANZA.

La Cittadinanza è una status giuridico molto prezioso, in futuro lo comprenderemo meglio. Oggi possiamo chiederci, quali requisiti debba avere un soggetto per essere cittadino italiano. E' una cosa importante, perché dovrebbe essere la base utile per stabilire anche i presupporti minimi per accogliere gli immigrati che per la prima volta varchino i nostri confini...
Il futuro, secondo me, prevede un'idea di cittadinanza non multietnica, bensì dinamica.
Da provocatore quale sono, avvolte penso che la legge dovrebbe prevedere non solo i requisiti per diventare cittadino, ma anche la possibilità di perdere la cittadinanza, per tutti gli italiani/europei che commettano reati tali da negare il fondamento della comunità sociale a cui appartengono.
La retrocessione allo status di immigrato o di apolide, aumenterebbe la percezione degli Italiani sul valore aggiunto della nostra Cultura e la sensibilità individuale nei rapporti con chi desidera diventare un giorno Italiano, ma ancora non lo è.




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26 marzo 2006

EUTANASIA E MISTIFICAZIONE TEO CON

Mercoledì scorso ad Otto e Mezzo, (la trasmissione di La7 condotta da Giuliano Ferrara e Ritanna Armeni), si è parlato di EUTANASIA.
Per chi non avesse visto la trasmissione, provo a riassumere l'oggetto e l'esito del dibattito, a cui hanno partecipato il Ministro Giovanardi, Daniele Capezzone, un giornalista del Foglio ed una parlamentare europea in quota olandese.

Con una legge di recente approvazione, l'Olanda ha previsto la possibilità di praticare l'eutanasia sui minori di anni 12, in presenza delle seguenti condizioni:
1) Condizione patologica del minore, tale da non lasciare speranza di vita alcuna
2) Sofferenza fisica e cerebrale insostenibile da parte del minore stesso
2) Consenso dei genitori
3) Consenso di una commissione medica, che include anche un rappresentante esterno dello stato.
4) Parere favorevole di un magistrato

Ognuno ha diritto alla propria opinione, su una materia così delicata.
Io ad esempio non mi avvarrei mai della possibilità di praticare l'eutanasia, né su me stesso, né per un parente caro od un figlio, lo dico da Cristiano, ma non solo... Tuttavia, vedere un figlio soffrire gravemente negli ultimi istanti o giorni di vita, senza una speranza, è una situazione in cui nessuno può permettersi di millantare verità assoluta, senza timore di smentite. Ci vuole coraggio per prendere una qualunque decisione.

Ebbene, il Min. Giovanardì sosteneva con fermezza che la legge olandese fosse di chiaro stampo nazista. Non solo una legge opinabile, ma palesemente inumana quindi. Dopo questo esordio è la volta di Ferrara che si è avvalso di una relazione pubblicata dal New England Journal of Medicine, nella quale il Dott. Verhagen (ispiratore della legge olandese), nelle prime righe affermava che, "dei 200.000 bambini che nascono nei Paesi Bassi, ogni anno, circa mille muoiono nel primo anno di vita. Per circa 600 di questi neonati, la morte è preceduta da una decisione medica relativa alla fine della vita".

Per Ferrara (ed il suo discepolo giornalista del Foglio), l'equazione è stata immediata: ben 600 casi su mille tra le morti neonatali sono riconducibili ad eutanasia. A nulla sono valse le disperate prolusioni della parlamentare olandese, (soffocate dall'esondazione verbale del conduttore), né l'incredula reazione del radicale Capezzone. Nel giro di pochi istanti Ferrara completava l'opera accostando questa ricostruzione dei fatti all'EUGENETICA, ovvero quella scienza che studia il miglioramento genetico dell’uomo attraverso la selezione ereditaria volontaria.
Gli accostamenti arditi proseguivano e si insinuava anche il dubbio che l'intento fosse quello di praticare l'eutanasia sui bambini down osugli handicappati: Ferrara, infatti, richiama un altro articolo del Dott. Verhagen, in cui il medico considera necessario applicare l'eutanasia ai casi in cui la vita non sia più "degna" di essere vissuta.
Se ci fermassimo qui, il messaggio sarebbe chiaro:
siamo alla Rupe Tarpea...
La pigrizia del solito dibattito televisivo non deve però fiaccare la nostra voglia di capire!

Anzitutto l'ultima affermazione del Dott.
Verhagen (eticamente più grave a mio avviso), non era in alcun modo collegata al contenuto della nuova legge olandese, che si limita al caso estremo anzidetto e di cui lo stesso Verhagen è stato promotore in parlamento.

E questa è solo la cima dell'iceberg: appare anomalo, infatti, anche l'accostamento tra la statistica sulla mortalità neonatale indotta (600 casi su 1000 ogni anno), con la legge olandese appena entrata in vigore. Se la legge prima non c'era, a cosa si riferiranno quei 600 decessi per intervento medico? siamo davvero al nazismo?

Un articolo di Cristiano Vizzoni, sul Riformista di oggi, chiarisce l'arcano: bastava leggere per esteso l'articolo del New England Journal of Medicine per rendersi conto che di quei 600 casi, solo 4 erano riconducibili a morte su indicazione medica, mentre gli altri 596 erano casi di CESSATO ACCANIMENTO TERAPEUTICO (ovvero sia, cessazione di terapie assolutamente inefficaci od incapaci di portare ad un miglioramento qualsiasi del quadro clinico).

Ferrara ha dunque disatteso palesemente il significato della legge olandese e la possibilità di un utile approndimento giornalistico.
Questo fatto è tanto più grave se si pensa che la corretta interpretazione delle statistiche era stata suggerita proprio in trasmissione dall'ospite olandese, che invece è stata prontamente tacitata da Ferrara, ai limiti del discredito..
Dovrebbe essere lecito discutere di temi così delicati e dolorosi, guardandosi in faccia e calandosi nella realtà.
Dovrebbe essere lecito discutere dei limiti a cui può spingersi la pietà umana di fronte al dolore.
La distorsione delle statistiche, la conduzione dispotica della trasmissione e l'assenza di trasparenza sul dato normativo hanno reso confusa e incomprensibile la discussione, da cui emergeva solo la grave accusa di nazismo...

Caro Ferrara, Caro Giovanardi, il vostro servigio andrà forse bene per l'etica Teo-Con (tanto di moda oggi, da animare un intera coalizione di governo), ma non è di questo che hanno bisogno, né l'etica Cristiana né quella Laica.




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20 febbraio 2006

COSA SIGNIFICA BLASFEMO?



Wellington, 20 feb. (Adnkronos) - Una catena televisiva neozelandese ha deciso di mandare in onda un controverso episodio della serie animata statunitense 'South Park' in cui si rappresenta la vergine Maria sanguinante, ignorando le proteste e l'appello al boicottaggio lanciato dai vescovi cattolici del Paese. I sette vescovi della Nuova Zelanda hanno firmato una lettera pastorale che è stata letta ai fedeli ieri durante la messa della domenica. I prelati definiscono l'episodio di 'South Park', la cui trasmissione è prevista in maggio, come ''sgradevole e di cattivo gusto''. I 500mila cattolici del Paese sono stati invitati a boicottare il canale che trasmetterà la puntata del serial tv.
Nell'episodio compare una statua della vergine Maria che sanguina e fa gridare, dopo l'attento esame di un cardinale, al miracolo. Poi, però, appare papa Benedetto XVI che, osservando il fenomeno, spiega che non si tratta di un miracolo e avanza l'ipotesi che la Madonna sanguini a causa del flusso mestruale.

Ecco un esempio di ciò che significa BLASFEMO.
Forse la vicenda delle vignette danesi ha fatto perdere di vista il vero problema di fondo: il confine tra libertà d'espressione e blasfemia.

DEVOTO-OLI (il mio dizionario preferito), così definisce ciò che è BLASFEMO: "Oltraggiosamente irriverente nei confronti della divinità o di una fede religiosa".
L'irriverenza è caratteristica tipica della satira. L'oltraggio no. Ecco la differenza su cui riflettere.

Secondo me, ciò che è blasfemo NON dovrebbe essere oggetto di pubblica diffusione ed è dovere dello Stato Laico incentivare prodotti editoriali che evitino una pericolosa distorsione del significato spirituale di ciascuna religione.
Il cartone animato di South Park, rammentato nell'articolo, è pura blasfemia perché vuole far ridere utilizzando l'oltraggio gratuito all'immagine Sacra.
South Park tra l'altro è una serie notoriamente cinica e dissacrante, è naturale che sarebbe in corsa nella gaffé, prima o poi..
Se il messaggio, infatti, voleva essere che le statuette sono fatte piangere dagli uomini (affermazione piuttosto banale), si poteva evitare di accostare la Vergine alle mestruazioni... D'altronde la migliore satira, non a caso, è quella più arguta e sottile, anziché pecoreccia...
Ma qui si voleva solo far ridere con cinismo.
Si noti però, che la reazione della Chiesa Neo Zelandese e del pubblico, non è stato il linciaggio degli autori di S.Park, ma il boicottaggio auditel....
Questa è la risposta giusta, non la censura,(che invece impedisce ad una società di capire sé stessa)!!!

Personalmente credo che si debba distinguere: tutto quello che fa diretto riferimento al sacro ed al trascendente non può essere distorto in nome della satira, a meno che l'abilità dell'autore non sia tale raffigurare un messaggio superiore, che quindi sostituisce nel lettore quello "potenzialmente" equivoco ed offensivo.
E' un compito difficilissimo e soggettivo per gli Autori, ecco perché è necessario che l'Occidente rifiuti gli umorismi gratuiti ed insignificanti (come quello di South Park) per difendere a spada tratta l'operato degli autori che hanno qualcosa da dire e che vogliono farlo in maniera irriverente.

Due esempi tratti dalla vicenda danese.

La vignetta di maometto col turbante-bomba non ottiene secondo me il risultato: si è portati a pensare, infatti, che l'Islam ed il suo profeta vogliano la morte degli infedeli. Concetto questo rischioso, perché molti intolleranti (stile calderoli) vanno dicendo proprio questo: ma la spiritualità per natura non ha connotazioni simili, sono gli uomini a distorcerne il significato!

Diversamente la vignetta in cui Maometto accoglie un gruppetto di kamikaze in paradiso, dicendo: "Ehi! fermatevi, sono finite le vergini quassù", rappresenta un monito diretto ai terroristi, come a dire: quello che state facendo, seminando morte, non vi garantirà quello che cercate perché altri sono i significati della vita e di ciò che viene dopo la morte...
Questo è un esempio di una raffigurazione a rischio di "oltraggio", che in realtà lascia nel lettore NON un'idea distorta del profeta Maometto, ma più semplicemente un dubbio umano: gli uomini stanno interpretando bene il messaggio di Mohamed?
Splendida vignetta, dunque e bravo l'Autore.

Smettiamola, dunque, di confondere l'UOMO con il DIVINO, perché sulla Terra nessuno può permettersi di farlo. Il messaggio di Dio, in tutte le religioni è limpido. E' l'interpretazione che ne danno gli uomini ad essere corrotta. E neppure la libertà di satira o d'espressione può permettersi di scambiare i due concetti...




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18 febbraio 2006

LE RELIGIONI NEL MONDO

La Fonte è il 2001 World Christian Trends.
Solo per la cronaca, in queste ore è uscita una statistica aggiornata dell'Annuario Pontificio, che parla di un 1 miliardo e 98 mila cattolici nel 2005, con aumento di 41.000 unità dal 2001.






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16 febbraio 2006

Ancora sul Crocifisso...

Vi incollo un passaggio di un interessante articolo sul caso del Crocifisso nei locali pubblici, richiamato dalla sentenza di ieri del Consiglio di Stato. L'articolo è tratto da legnostorto.it, un quotidiano on line di area centrodestra; l'articolo è di Davide Giacalone...

"La tesi dei giudici è, in sintesi, questa: per i credenti il crocefisso è un simbolo religioso, ma il crocefisso ha un valore anche per i non credenti, dato che rappresenta valori che sono a fondamento della laicità dello Stato, oltre che della tolleranza. Tesi interessante, ed anche condivisibile (sarebbe qui troppo lungo sviscerarla, dato che per farlo occorrerebbe affrontare sia la testimonianza di Gesù, compreso il richiamo all'unico regno che gli interessava, quello ultraterreno, sia la successiva storia ecclesiastica). Mi preme di più tornare sul concetto di “laicità” dello Stato.

Uno Stato laico non è uno Stato ateo. L'ateismo, come la fede, in quale dio secondo quale confessione, sono scelte individuali. Riguardano la persona, non la collettività. Lo Stato laico, del resto, non è neanche uno Stato multireligioso, una specie di tempio new age. Lo Stato laico è la casa di tutti, ove nessuna discriminazione è consentita se riferita alla fede, tutti i riti possono essere officiati, se non contrastano con la legge, così come tutti possono essere rifiutati, mantenendosi lontani dai culti. Lo Stato laico è il contenitore della convivenza e della tolleranza, ma non per questo è indifferente, giacché la legge civile, la legge dello Stato, sovrasta ogni altra appartenenza e convinzione."

Sottoscrivo il concetto e l'ottima sintesi in cui viene reso.
RES




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15 febbraio 2006

UN SAGGIO CONSIGLIO

Sentenza del Consiglio di Stato
"Lasciate i crocifissi nelle aule"

ROMA - Il crocifisso deve restare nelle aule scolastiche non perché sia un "suppellettile" o un "oggetto di culto", ma perché "è un simbolo idoneo ad esprimere l'elevato fondamento dei valori civili" (tolleranza, rispetto reciproco, valorizzazione della persona, affermazione dei suoi diritti) che hanno un'origine religiosa, ma "che sono poi i valori che delineano la laicità nell'attuale ordinamento dello Stato".

Lo ha stabilito il Consiglio di Stato che, con un'importante e articolata sentenza, ha respinto il ricorso di una cittadina finlandese, Soile Lauti, che chiedeva la rimozione del crocifisso dalla scuola media frequentata dai suoi figli ad Abano Terme in provincia di Padova.

Finalmente una decisione che riconosce il pregio della nostra Civiltà e della nostra Storia.




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11 febbraio 2006

LA PATATINA DI ROCCO



Quando mi sono imbattuto in questo sondaggio (adnkronos.it) ho cliccato d'istinto su "è divertente", pensando che mi sarei accodato ai più, invece....
Sono l'unico a temere che il conflitto di civiltà, ci stia facendo perdere il senso dell'umorismo?




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9 febbraio 2006

FATWA CONTRO GLI EUROPEI

Lo sheikh Youssef Qaradawi, il più influente predicatore islamico contemporaneo e, ahimé per noi, il referente giuridico e spirituale dei Fratelli Musulmani d'Europa, a seguito dei fatti danesi, ha lanciato contro i popoli Europei, la seguente FATWA:


«Noi non condanniamo solo chi offende Mohammad (Maometto), ma tutti i profeti degli ebrei e Gesù. Chi offende un profeta commette un crimine dello stesso tenore dell'apostasia. Ma Mohammad ha uno status differente. I musulmani non acconsentono che in nessun caso egli venga oltraggiato. Chi offende Mohammad, se è un dhimmi (s'intende il cristiano e l'ebreo che all'epoca dei califfati islamici convivevano in virtù di un patto stipulato con i musulmani) ha violato il patto e diventa lecito ucciderlo. Se è musulmano disconosce l'islam e fuoriesce dalla comunità islamica, commettendo un crimine immane al punto che la gran parte dei teologi concorda sulla legittimità dell' uccisione di questo apostata. Mentre abitualmente a un apostata si concede del tempo per ravvedersi, ciò non vale nel caso in cui l'apostata oltraggia il profeta. Il suo perdono non viene accettato. Offendere il profeta è il più grave dei crimini ».


Ecco un buon esempio per quella che chiamo reciprocità.
E' inammissibile che qualcuno predichi, nei nostri Paesi, che il Loro Profeta non può essere oggetto di vignetta a pena di morte, mentre per gli altri "profeti", beh... una via si trova!
E' scandaloso, tanto più se si pensa che quando le vignette escono sui nostri giornali, le loro condanne (fatwa) vengono lanciate anche nei nostri Paesi, come veri e propri mandati ad uccidere per gli invasati di turno.

Delle due l'una: o noi siamo liberi di sbeffeggiare chi ci pare senza distinzioni, in casa nostra, oppure loro iniziano a fare politica e manifestazioni civili e laiche anche in casa "loro", e senza disparità di credo.
La sinistra, soprattutto quella marxista, che per anni ha ripreso il motto "la religione è l'oppio dei popoli", deve lottare affinché non esistano discriminazioni come queste, perché è così che si aprono le porte del conflitto. La destra lo ha capito per prima ma si è affidata alle posizioni sbagliate di Bush e Berlusconi per combattere il problema.
Quando sentiamo gente stile Calderoli, sbrodolare le proprie volgarità (come l'altra sera a Matrix), è giusto condannare quelle esternazioni.
Ma questo non può impedirci di guardare in faccia la realtà.




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5 febbraio 2006

Il conflitto senza la civiltà

Don Andrea Santoro, un prete cattolico originario di Roma, è stato ucciso a Trabzon, l'antica Trebisonda, in Turchia, sul mar Nero.
La polizia è alla ricerca del presunto omicida, un ragazzo di circa 16-17 anni. Il nome non è stato reso noto né si conosce il movente dell'omicidio. Il sacerdote è stato freddato a colpi di pistola nella chiesa di Santa Maria.
«chi lo ha ucciso o entrando o uscendo dalla chiesa ha gridato "Allah-o-Akbar"». (corriere.it)

L'uccisione di Padre Andrea Santoro in Turchia cade in coincidenza (?) con i fatti di Beirut e con l'incredibile escalation di viltà verso la Danimarca.
Si discute sul ruolo dell'iconografia nella religione islamica e sul fatto se, quelle famigerate vignette, abbiano rappresentato un'offesa più o meno grave al credo di Maometto.
Resta nei fatti, però, la reazione del popolo islamico, nelle terre del medioriente, del tutto spropositata e violenta.
Sembra quasi che cerchino un pretesto, per gettare fango sulla nostra cultura.
Anche da noi le vignette, ad esempio sul Cristo, non mancano. E non mancano le polemiche, anche accese.
Non ho mai visto, però, scene di piazza o peggio violenze inaudite in luoghi istituzionali (come le ambasciate).

Io sono di Livorno, la città del Vernacoliere: ogni settimana c'è almeno una vignetta con il Cristo che ne combina di tutti i colori, senza deferenza. Nessuno si è mai sognato di dare fuoco alla sede del Vernacoliere per questo.
E sapete perché? Perché contestare con la civile polemica fa parte della nostra cultura.
Allora, forse, dobbiamo riflettere sul maggior rispetto dovuto a chi ha una sensibilità diversa dalla nostra, però dobbiamo stare anche attenti a che sia rispettata la nostra stessa sensibilità culturale.
Certi isterismi non sono diversi da quelli di gente alla Adel Smith, che un crocifisso lo ha persino tirato fuori dal balcone di un'aula di scuola!
Porgiamo scuse e diamo rispetto, ma impariamo a non farci calpestare ed a pretendere RECIPROCITA'.

Penso che i cittadini europei debbano riflettere seriamente sui concetti di integrazione ed Islam.
E' una riflessione che deve essere personale, dentro di noi. I politici non possono condurre il filo di un ragionamento simile, presi come sono dal "consenso elettorale". Si tratta di costruire la pace sociale ed il progresso civile del nostro continente e di farlo salvaguardando il sottile equilibrio della nostra Economia.
Bin Laden & C. lo sanno bene, per questo hanno cercato di colpire l'economia (basata sulla fiducia del consumatore) eccitando al tempo stesso le isterie dell'integralismo.
Questa è, dunque, la posta in gioco nei rapporti con i Paesi Islamici.
E' stato un errore andare in Iraq, ma oggi sarebbe forse un errore peggiore far finta che i paesi islamici puntino ad una civile e paritetica condivisione di valori con l'occidente...
E parlo dei Paesi Islamici, non dei cittadini Islamici già integrati in Occidente (!).

La globalizzazione è stata bella ma sperequata per sua natura.
Ha diffuso l'informazione e la comunicazione tra gente diversa e mille altre cose positive.
Tuttavia, ha anche offerto nuovi diritti a popoli che non avevano ancora capito che farsene ed ha esportato la schiavitù del mercato "duty free" verso popoli che erano a mala pena usciti dal comunismo...
Il nostro Capitalismo deve essere riformato per estendere il benessere e la cultura, cercando, nel frattempo, di migliorare anche la nostra immagine all'esterno, così corrotta e priva di valori.
Loro, gli Islamici che vivono in Oriente, odiano la nostra ricchezza, anche perché non hanno gli strumenti culturali per crearne di propria e l'integralismo alla fine catalizza quest'insofferenza.

Il futuro deve essere costruito da un'Europa che costringe le proprie aziende ad ESPORTARE I DIRITTI (oltre all'utile) ed al contempo impedisce a merci prodotte senza il rispetto dei DIRITTI di essere commerciate.
Il futuro deve rivalutare il PRINCIPIO DI RECIPROCITA', come regola fondamentale per accettare l'immigrazione dai Paese Extra UE.
Il futuro deve essere quello di un'Europa Laica che non rinnega la componente SPIRITUALE di ciascun essere umano e che non si vergogna di dare il giusto peso anche alla propria tradizione cattolica, sia nel bene che nel male.
Il futuro è evitare la subalternità, anche verso gli USA, e giocare un ruolo di primo piano nel conflitto Israelo-Palestinese.

E che Dio ce la mandi buona...





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