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  respublica [ Libero Pensiero per Libera Politica ]
         

RESPUBLICA
Chi sono?

Riformista, non idealista
Cristiano e laico, non laicista
Consapevole, non conformista
Capitalista, non comunista
Solidale, non compassionevole
Individualista, non egoista
Giurista, non formalista
Appassionato, non estremista
Bellucci, non Carlucci...

respublica@email.it



NON DIMENTICARE, MAI, TOMMY





Elezioni 2006. Io sono qui. E tu dove sei?


30 maggio 2006

10, 100, 1000 Berlusconi

Molti critici ingrati sostengono che il bilancio di Silvio Berlusconi dalla sua discesa in politica ad oggi sia stato pessimo o al limite positivo solo per lui... Io sono dell'opinione opposta e giudico in base ai fatti:

1) Il Centro Sinistra è al governo e per la prima volta in 60 anni raccoglie il voto della maggioranza assoluta degli Italiani.
E' un fatto mai successo ed è noto che sia addebitabile essenzialmente al collante che unisce i cittadini insofferenti verso l'ex premier...

2) A Milano la sinistra raramente ha toccato la soglia del 40%, salvo alleanze spericolate...
Silvio è riuscito a candidare il più prestigioso esponente di quella che lui chiama la "categoria delle donne", Letizia Moratti.
Ebbene: per essere la capitale del nord che odia la sinistra, Milano ha restituito alla CDL uno striminzito 52% al primo turno...
E la Sicilia di Cuffaro? Idem.

3) La CDL ha candidato
alle amministrative ben 3 ex ministri del governo Berlusconi: preferenze raccolte? Oltre il 100%!!!
Ovviamente si tratta della somma dei voti dei 3 candidati...

4) Per la prima volta nella storia, dopo una valanga di Presidenti di area csx, l'Italia si ritrova pure un ex comunista al Quirinale.

5) Siamo tornati improvvisamente al proporzionale dal maggioritario e si vota anche il Lunedì per agevolare gli elettori "moderati" che giustamente alla Domenica si riposano dal duro lavoro settimanale. Affluenza massima alle amministrative? Al 70%...

6) Infine, i conti pubblici. Siamo prossimi al 5% nel rapporto deficit/pil e non ci sono i soldi per i cantieri...
Stai a vedere che la scusa ottima per non fare la Tav o il ponte sullo stretto saranno le nostre esigue finanze!

Insomma, Signori: non c'è falso in bilancio che tenga.
I risultati dell'esperienza ultradecennale di Silvio Berlusconi in politica sono illustri ed eclatanti.
E lo sono per tutti gli elettori che con fierezza e convincimento abbiano votato sempre e comunque...

Unione




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26 maggio 2006

LA POLITICA STA DIVENTANO PREVEDIBILE E NOIOSA

15 anni fa avremmo riso se ci avessero detto:
"nel 1994 Previti sarà ministro"
"nel 1996 Violante prenderà il posto di previti"
"nel 2001 un ingegnere sarà guardiasigilli"

bene, oggi possiamo aggiungere: "nel 2006 il posto dell'ingegnere sarà preso da Mastella"
Non c'è male direi :-))

E con tutto ciò, cosa prevede la palla di vetro per il futuro prossimo?
I "soliti" toni alti, oramai roba da paranoia.
Silvio Berlusconi sta movimentando la scena, nella speranza di sollecitare l'affluenza degli elettori di centrodestra alla urne.

Il vero obiettivo, stavolta, non sono le amministrative, bensì il referendum.
Solo se vincerà questa battaglia Silvio potrà tenere unita la sua coalizione, Lega compresa.
Già, perché le forze centrifughe che minacciano il futuro della CDL sono rappresentate dall'Udc da un lato (che ha la ferma intenzione di proseguire la legislatura sulla falsariga della precedente) e dalla Lega Nord dall'altro.
Il partito di Bossi è stato chiaro: persa la devolution la Lega ripartirà da zero.
E ripartire da zero significa aprire la porta ad un sostegno anche verso Prodi qualora il premier offra di nuovo il federalismo ai padani.
E' un'opzione verosimile perché la Lega è stata lealissima al governo Berlusconi pur di ottenere la devolution, anche quando ha digerito riforme considerate improponibili dal carroccio. Berlusconi lo sa e trema: dal notaio con Bossi, stavolta, ci potrebbe andare Prodi...

Ecco perché la partita del 25 e 26 giugno sarà decisiva per Prodi e Berlusconi.
Quali carte in mano ai contendenti?
PRODI: i primi provvedimenti del governo saranno sicuramente il ritiro dall'Iraq (per tenere motivato l'elettorato di sinistra) e qualche promessa forte sull'economia (DPEF), più tutto ciò che di buon si possa fare rapidamente ed a costo zero (quote rosa?).
BERLUSCONI, invece, potrà soltanto affidarsi a 3 slogan: "le elezioni politiche le avevamo vinte noi, si torni al voto!", "le amministrative la abbiamo vinte!! Prodi a casa!!" ed infine, "votare il referendum equivale a votare per le politiche, quindi... tornate a votare!!"

Se Prodi intascherà un'altra vittoria il governo potrà davvero darsi una prospettiva di legislatura, mentre il povero Silvio rimpiangerebbe, una volta di più, di aver perso per quei 24.000 miseri voti...






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23 maggio 2006

MARCO BIAGI: L'ALIBI POLITICO NELLA FICTION




Ieri sera su Canale 5 è andata in onda la prima puntata dell'attesa fiction sulle vicende del Brigatismo, culminato con gli omicidi di Massimo D'Antona, Marco Biagi ed Emanuele Petri.
La ricostruzione operata dalla finzione televisiva è abbastanza puntuale e Raul Bova oramai è un poliziotto d'abitudine, dopo le esperienze nei panni di Ultimo...
C'è una cosa però che ieri sera mi ha lasciato molto perplesso.
Per chi è abituato a seguire i fatti di cronaca e gli approfondimenti giornalistici, è un fatto tristemente noto il "balletto burocratico" che impedì a Marco Biagi di conservare la scorta a tutela della propria persona, assegnata dopo l'omicidio del collega D'Antona.
Successivamente, sul finire del 2001 la scorta venne revocata e, dopo la morte del giuslavorista, le polemiche investirono il Ministro Scajola, non solo per l'uscita infelice sulla persona del Biagi stesso, ma anzitutto sul perché detta scorta sia stata inspiegabilmente revocata.
Si parlò di errore tecnico ovvero di superficialità nella valutazione del rischio.
In ogni caso una cosa era certa: Marco Biagi quella scorta l'aveva chiesta e con insistenza, a maggior ragione dopo il duro scontro con l'irresponsabile Cofferati.

Nella ricostruzione televisiva, invece, Biagi appare titubante ed anzi un po' seccato dall'imposizione iniziale della scorta e, successivamente - al momento della revoca - non vi è traccia delle dure proteste del compianto Professore di fronte a detta privazione.
Di più, nel film, il funzionario del Ministero giustifica la revoca della scorta, con il riassetto delle forze dell'ordine necessario dopo l'undici settembre!!!

Può darsi che questa scelta
da parte degli sceneggiatori sia stata in parte funzionale ad evitare contrasti con la politica, tuttavia, dare la colpa dell'errore alla minaccia del terrorismo di Al Queda, proprio mentre in Italia l'unico terrorismo attivo era quello Brigatista, non può che lasciare perplessi...




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22 maggio 2006

SILVIO E IL FUTURO DEL PARTITO UNICO




"HO IL 100% DI PROBABILITA' DI GUIDARE IL PARTITO UNITARIO"
(Silvio Berlusconi, 22.05.06, Porta a Porta)


E quante possibilità gli darà, secondo voi, Pierferdinando Casini?




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19 maggio 2006

Se anche Ciampi è un venduto...



Sfilano tra i fischi e gli insulti: "Necrofori!", "Venduti!"
A sfilare delusi e sommessi, sono i 7 senatori a vita, compresi Ciampi, Montalcini ed Andreotti.

Sono disgustato, ma sereno. Era ipocrisia quella dei politici di destra che sostenevano che Carlo Azeglio Ciampi fosse l'unico simbolo d'unità nazionale: una settimana dopo, la prima mossa dell'ex Capo di Stato più amato dagli italiani è stata agevolmente bollata come "immorale".

Lo sapevo che Berlusconi avrebbe venduto cara la pelle.
I toni saranno altissimi in questi mesi e violenti, come lo sono stati in campagna elettorale.
La posta in gioco è l'azienda del premier, che egli non vuole ridimensionata, neanche se questo dovessere essere conseguenza di un ampliamento vero e concorrenziale del mercato della tv e dell'informazione.
Così la Cdl alterna carote e bastoni: "non siate punitivi", "offriteci riforme condivise"... eppoi... "vergogna", "comunisti" "occupatori del paese"...

Il caimano è chiamato al colpo di coda finale, quello in cui conta solo sé stesso.
E lo strumento di cui Silvio vuole servirsi saranno gli stessi elettori e militanti del centrodestra.
Sta a Voi, fieri sostenitori della CDl scegliere se seguire ciecamente il populismo di Berlusconi o puntare sulla realpolitik di Fini e Casini.

Ormai per la destra italiana questa è un'alternativa senza alternative.




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18 maggio 2006

FACCE DA GOVERNO (the day after)

   


Nasce il secondo governo di Romano Prodi. E nasce al meglio delle possibilità.
Romano ha con saggezza e passo calmo, costruito poco alla volta il miglior equilibrio possibile per la sua compagine di governo e questo a prezzo di pochi aspetti negativi (numero dei ministri elevato ed un paio di ministeri assegnati senza criterio di competenza, giustizia ed università, e qualche sdoppiamento demagogico come quello welfare).
Vediamo allora gli aspetti posiviti:

1) Ministeri chiave: sono stati assegnati tutti (a parte la giustizia) a personaggi di rilievo e dal profilo coerente con l'impegno assunto. Amato agli interni e D'Alema agli esteri, oltre Rutelli ai Beni Culturali, sono una garanzia per l'asse riformista e per la serietà del governo.
Il vero successo poi è la politica economica, che si snoderà tra Padoa Schioppa (nel ruolo che fu di Ciampi), Bersani (allo sviluppo economico) ed infine Visco, (che verrà usato come mastino per la lotta all'evasione fiscale).
Di rilievo, per qualità, le assegnazioni dei Trasporti all'ottimo Bianchi (esperto di urbanistica), della Difesa ad Arturo Parisi, delle Politiche Agricole a De Castro, delle Comunicazioni a Gentiloni e dell'Innovazione ad un ricercatore scientifico di livello internazionale, Nicolais.

2) Le Donne.
6 Ministeri, che in realtà sono 7 e ben due sono CON portafoglio.
Infatti Emma Bonino ha ricevuto un incarico di grandissimo impegno perché agli Affari Comunitari ha aggiunto il Commercio Estero in delega (prima era un ministero a sé), ed oggi ha ricevuto anche la dotazione finanziaria (portafoglio).
Emma si aggiunge al neo ministro della salute, Livia Turco.

3) L'Equilibrio.
Assegnati i ruoli chiave, (quelli che faranno la politica vera), Romano ha sigillato la coalizione assegnando posti e poltrone per mero equilibrismo politico. Vi fa schifo?
Se questo è il prezzo da pagare per la stabilità di governo ben venga. In fin dei conti è stato così sempre, anche nella scorsa legislatura...

4) Tutti gli uomini del Presidente
Enrico Letta è un ragazzo spocchioso ed un po' secchione, ma di alto profilo e qualità. Garantita la successione indolore con lo zio Gianni...
Prodi è riuscito ad inserire ben 5 uomini del suo gruppo a scapito delle fameliche richieste di tutti i partiti e questo sarà un altro elemento di stabilità importante, se si considera che si tratta di ministeri chiave come Interni, Economia e Difesa!
E' un governo del Presidente.

Cosa volere di più?
Che adesso pedalino tutti!




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17 maggio 2006

FACCE DA VIGILIA



BENONE                        BENINO                           BONINO




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15 maggio 2006

Il governo verrà, il metodo si fa ancora attendere...

Dalle mie parti si dice: "Se piove di quel che tuona, allora la vedo male".
Meglio non applicare questo detto al nascituro governo Prodi, ne soffrirebbe.

L'iniziale chiarezza sulla formazione del nuovo esecutivo, sta rapidamente lasciando il posto ad uno scenario confuso in cui spiccano il livore di Mastella (che gioca in attacco... per ottenere la difesa) e l'ostinazione del povero Pannella (che non contava nulla prima del voto, né conterà qualcosa in futuro, e lo sa bene).
Il rischio è che, mescolando le carte più volte e senza criterio, alla fine si dimentichi il gioco a cui si dovrà giocare: governare l'Italia.

Il confine tra un Esecutivo fondato su competenza ed iniziativa politica ed un governicchio che ha già l'aria d'essere un "rimpasto", è sottile: il compito di Prodi è sopportare le ultime resistenze della partitocrazia, vincolando il più possibile tutti al futuro del suo governo.
Il manuale Cencelli è un dovere, in una logica di coalizione.
Silvio Berlusconi lo sapeva, ma è stato bravissimo (finché ha potuto) a limitare al massimo le scenate pubbliche.

Un consiglio per Romano? Scelga Mastella alla Difesa.
E' il Senato il luogo del possibile ricatto, mentre la Difesa è un ministero che incide poco sull'azione di governo.
Vi ricondate forse un'iniziativa di rilievo diel Ministro Martino in questi anni?
Dal canto suo la Rosa nel Pugno avrà tempo e modo di farsi valere, anche perché Emma Bonino non avrebbe avuto senso legata ad un ministero di mero prestigio, (perché di questo parliamo, di un banale pulpito da cui sproloquiare).
Meglio un dicastero senza portafoglio, ma con libertà di mettersi in luce attuando provvedimenti di impatto notevole sulle liberalizzazioni.
C'è da investire su questo tema, molto più che sulla politica estera.
Una come Emma non dovrebbe snobbare troppo le Politiche Comunitarie, magari con qualche delega in più sui temi del libero mercato...

Vi sembra un incarico da quattro soldi? Per forza, fino ad oggi era ricoperto da un certo Buttiglione...







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10 maggio 2006

A chi troppo e a chi niente...

La politica ormai è un fatto di attributi.
Lo sa Massimo D'Alema, a cui non resta che l'amarezza, dopo quest'ascesa al Quirinale svanita d'un soffio.
Ma da stasera ne è consapevole anche Silvio Berlusconi, suo malgrado.
Baffino non ha usato metafore nell'infierire e con un pizzico di livore malcelato ha affermato:
"Per eleggermi, ci sarebbe voluto molto coraggio politico. Loro non ne hanno avuto e non lo hanno neanche per eleggere Napolitano. Quando ci vuole coraggio politico, Berlusconi non ce l'ha. Penso alla Bicamerale."

Povero Massimo e povero Silvio.
L'uno circondato da coglioni, l'altro che non trova più nemmeno i suoi...




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9 maggio 2006



Cui Prodest?




Avevo pronosticato che Prodi avrebbe tentato di portare al Quirinale Amato, come sua prima scelta.
Ebbene, non è un caso che lo sfogo d'ira dei DS abbia avuto come prima conseguenza l'accantonamento del Dottor Sottile.
In parte li capisco: di socialisti al Colle se ne sono già visti, di ex comunisti mai ed Amato non è certo un diessino...
Dunque Napolitano rappresenta un ottimo compromesso in termini di qualità istituzionale ed equilibrio per la compagine di governo.
Il sacrificio di D'Alema sarebbe stato produttivo; Fassino tirerebbe un sospiro di sollievo e Prodi potrebbe costruire il governo con più margine di manovra sui ministeri, a partire da quella Farnesina dove l'arrivo di D'Alema sarebbe praticamente certo.

Manca solo una tesserina al completamento di questo mosaico: il voto della CDL.
Berlusconi stavolta è stato messo all'angolo dalla compattezza dell'Unione e dalle divisioni interne al cdx, dove la Lega, in vista del referendum, pare già un corpo estraneo.
Fini e Casini sembravano aver convinto tutti sulla candidatura Napolitano
: Berlusconi attende, ma stavolta non ha la minima idea di quali giochi aprire: se domani l'Unione eleggesse da sola un personaggio come Napolitano, la CDL avrebbe perso una partita importante in vista dei prossimi 5 anni di legislatura.
E' stato prorpio questo l'argomento forte usato ieri sera da Fini e Casini per convincere il premier.
Forse Berlusconi spera che nelle prossime ore riemerga il nome di D'Alema, ma oramai è chiaro che baffino non si presterà ad un gioco che potrebbe rappresentare un massacro per sé stesso e per l'Unione tutta...

Stavolta l'Unione ha usato un'eccellente strategia, perché ha piazzato in campo un uomo ben visto oltre Tevere e capace di spaccare in due la CDL, dove proprio Casini & soci, non vedono l'ora di lanciare ponti d'oro verso Rutelli...
Oggi il rischio è tutto per la CDL che uscirebbe distrutta da un'elezione che vedesse convergere i voti dell'Udc e An su Napolitano.
D'altronde, se l'Unione votasse compattamente Napolitano e lo eleggesse da sola, le armi della propaganda anticomunista avrebbero presto le polveri bagnate...

Ci potrebbe essere, tuttavia, un rischio anche per l'Unione: i centristi.
Rutelli, Mastella e Casini lavorano dietro le quinte per aggirare l'ostacolo DS e le ambizioni di Berlusconi.
Obiettivo: portare al colle un democristiano, in linea con le tradizioni della Prima Repubblica.
Mastella ad esempio è stato chiaro: se la CDL non convergesse su Napolitano, allora non si potrebbe votarlo da soli.
Questo implicherebbe il ritorno a D'Alema? Possibile ed è a quel punto che dalle urne potrebbero spuntare tanti "Massimiliano D'Alema" quanti ne basta a sconvolgere l'Unione tutta, che, per limitare i danni, dovrebbe rapidamente convergere sull'unica soluzione possibile: quella di un ex DC. Secondario che sia Marini o un altro.
Questa strada, se domani non verrà eletto nessuno, sarà drammaticamente reale per tutti.
E' un'ipotesi difficile: a rischio c'è la stabilità del futuro governo Prodi ed io non credo che Rutelli, prim'ancora di Mastella, oserebbero tanto...
Ecco perché, in un modo o nell'altro, entro domani avremo il primo Presidente Diessino della nostra Repubblica.




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